In alcune aree del Sud Italia, l’estate non profuma soltanto di fichi d’india, di rosmarino e di salsedine. È la stagione in cui l’aria è pervasa dalla dolce fragranza delle merendelle.

La merendella è una varietà di pesca noce di piccole dimensioni, poco più grande di una susina. Dal colore bianco o verdognolo, talvolta con venature rosse. Ha una polpa zuccherina, croccante, profumatissima.

I siciliani della valle del Niceto la considerano una produzione endemica del loro territorio e la chiamano sbergia. Qualcuno la chiama così anche in Calabria, dove viene considerato un frutto che attecchisce e prospera esclusivamente in alcune aree della provincia di Catanzaro. Di certo sappiamo soltanto che questo frutto non trova ovunque il suo clima ideale.

Se in Italia è raro assaggiare una merendella al di fuori delle zone di produzione, possiamo trovare un frutto simile in California, la Honeydew Nectarine, e già alla fine del 1700, nelle campagne inglesi si coltivava la Peterborough Nectarine, una pesca noce dalla buccia giallo-verdognola, dal profumo delicato e dal gusto zuccherino. Le sue dimensioni erano leggermente superiori a quelle della merendella, ma pare che entrambe derivino da un frutto introdotto dalle popolazioni che si insediarono alle pendici dell’Etna attorno all’anno mille. Quindi, alla fine, sembra che siano proprio i Siciliani ad avere ragione.


foto di copertina: Pierpaolo Ferlaino