spree park klipper

Sottili riccioli di fumo si levano dal comignolo del Klipper, un ristorante-veliero in legno verde ormeggiato sulle rive della Sprea. Nel piazzale di fronte, i mariti parcheggiano auto nere ed eleganti mentre le mogli ingioiellate danno inizio alle cerimonie di una domenica tra amici. Un ponte assicura la Insel der Jugend alla terraferma, come se volesse trattenerla dall’impeto della corrente. Qualcuno bagna i fiori o stende il bucato sulle houseboat poco più in là. È una Berlino quasi marinara quella che appare ai margini della foresta urbana di Plänterwald. Ma non è per questo che sono qui. Sto cercando ciò che resta dello Spree Park: un luna park abbandonato alla periferia della città.

La Disneyland del Comunismo, così era conosciuto lo Spree Park quando aprì nel 1969. Il nome ufficiale era VEB Kulturpark Plänterwald: il parco divertimenti più grande della Germania dell’Est. Vent’anni più tardi, mentre nel centro di Berlino un’imponente parata militare celebrava il 40° anniversario della DDR, il parco riapriva dopo alcuni lavori di ampliamento e veniva inaugurata la nuova ruota panoramica. Peccato per il tempismo! Era il 1989. Poco più di un mese dopo, cadeva il muro e il Kulturpark fu chiuso nuovamente.

Mentre cammino tra arbusti secchi e alberi spogli, ad ogni rumore, ad ogni soffio di vento immagino lugubri ambientazioni da film dell’orrore: fantasmi di clown assassini, giostre mosse da un’energia misteriosa, carillon stonati che fanno da sottofondo a risate terrificanti. E ho un sussulto quando tra gli alberi vedo sbucare una monumentale struttura a strisce gialle e arancio, che sembra un enorme insetto meccanico. È il tendone del circo, una delle attrazioni portate qui da Norbert Witte, un giostraio tristemente noto in Germania.

spree park circus
spree park circus

La notte del 14 agosto 1981, il luna park di Amburgo era pieno di gente: giovani, anziani, bambini, famiglie. Molti di loro sognavano di fare un giro sul Katapult Roller Coaster: una delle montagne russe più veloci del mondo. Ma quella sera era fuori servizio. Allora in tanti avevano ripiegato sullo Skylab, una giostra rotante. Quando questa raggiunse il massimo della velocità, improvvisamente, qualcosa la colpì, qualcosa di molto pesante. Morirono sette persone e ne rimasero ferite quindici. A ucciderli era stato un braccio della gru che stava lavorando sul Katapult, manovrata da Norbert Witte. L’uomo che anni dopo disegnerà la parabola discendente dello Spree Park.

Nel 1991, Witte acquistò il Kulturpark Plänterwald. Costruì i canali del Grand Canyon Water Ride, una giostra di tazze rotanti, una nave dei pirati, un ottovolante, un villaggio western con spettacoli di stuntmen, il tendone da circo e un lago. L’anno dopo, inaugurò il nuovo parco divertimenti e lo battezzò Spree Park.

Il successo fu immediato, ma l’entusiasmo dei berlinesi per quello che era un ricordo del loro passato durò poco. Il numero di visite andò sempre a calare e, nel 2001, lo Spree Park chiuse con un debito di oltre 11 milioni di euro. Witte accusò il comune di essere la causa del suo fallimento perché non gli fu concesso di costruire un parcheggio. Il parco di Plänterwald era stato dichiarato riserva naturale e l’area concessa al giostraio vincolata a rimanere un parco divertimenti fino al 2061. «Mi hanno privato del fondamento del mio business», dichiarò Witte, che però aveva già altri piani.

Nel 2002, con un’impresa che potrebbe essere degna del Fitzcarraldo di Herzog, Witte smontò sei giostre e le trasportò via nave a Lima, in Perù. L’anno successivo, decise di riportare il Tappeto Volante in Germania. I cani della polizia di frontiera che si agitavano attorno agli enormi container fecero sorgere qualche sospetto, ma una prima perquisizione non rilevò nulla di strano. Quando qualcuno però guardò all’interno dei piloni della giostra, trovò 180 chili di cocaina.

spree park berlino
spree park berlino
spree park berlino

Seguo il perimetro della cancellata che oggi circonda le giostre. Molti curiosi e appassionati di Urbex la scavalcano illegalmente per fotografare da vicino questo inquietante cimitero del divertimento. Poco più in là, corrono i binari del trenino che a molti berlinesi non ricorda soltanto le domeniche trascorse al luna park.

Il parco è protagonista di una serie per ragazzi prodotta nel 1978 dalla TV nazionale della DDR: Spuk unterm Riesenrad, in cui tre ragazzini portano accidentalmente in vita alcuni personaggi del Demonexpress, il trenino degli orrori del Kulturpark Plänterwald. Insieme a loro vivranno una serie di avventure tra il fantastico e il raccapricciante. Un brivido di terrore mi percorre la schiena quando sento uno stridere di ingranaggi. Alzo lo sguardo verso lo scheletro arrugginito della grande ruota panoramica e vedo le cabine muoversi, sospinte dal vento. Il fruscio dei rami, le voci dei bambini, il latrare dei cani da qualche parte di là dagli alberi, creano un’atmosfera rarefatta.

Ma rumori più forti, meccanici, mi riportano subito alla realtà. Accanto ai grandi dinosauri di plastica, un tempo parte di chissà quale attrazione, alle tazze rotanti, e alla stazione del far west stretta dalla natura che si riprende i suoi spazi, c’è un cantiere. Ruspe, camion e recinzioni sono il segno che questo è un luogo in trasformazione. Non è chiaro quali siano i progetti. Su un cartellone campeggia la foto di un’area commerciale, e forse non passerà molto tempo che lo Spree Park sarà solo un fantasma nella memoria di quei pochi che lo hanno vissuto.

spree park berlino

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