Il 90% dei Mongoli, dei Polinesiani, degli Asiatici Orientali, dei Nativi Americani, e degli Africani Orientali nasce con una macchia bluastra sulla pelle, in regione sacrale, tra la schiena e i glutei. La voglia, dai bordi ondulati e di forma irregolare, scompare spontaneamente tra i tre e i cinque anni di età. Si tratta della cosiddetta Macchia Mongolica, come la chiamò il medico Tedesco Erwin Bälz.

La studentessa di francese mi parlò della «macchia mongola», uno strano segno nella pelle, giusto sopra l’osso sacro, con il quale quasi tutti i mongoli vengono al mondo: una conseguenza del fatto che per secoli sono andati a cavallo, disse. La macchia scompare nei primi mesi di vita. Sua nonna le aveva raccontato che a volte anche in Europa ci sono dei bambini che nascono con quella macchia: una traccia lasciata dagli uomini di Gengis Khan arrivati fin là ai tempi delle loro conquiste.
Tiziano Terzani, Un indovino mi disse.

Foto: Wikimedia

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